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Calendula (Calendula officinalis)

La Calendula (Calendula officinalis) è una pianta officinale tipica dei giardini mediterranei. I fiori giallo-arancio, ricchi di mucillagini, flavonoidi e triterpeni, sono tradizionalmente impiegati per il benessere di pelle e mucose, per il microcircolo e come supporto naturale all’equilibrio del ciclo mestruale, per uso interno ed esterno.

La Calendula (Calendula officinalis) è una pianta officinale tipica dei giardini mediterranei. I fiori giallo-arancio, ricchi di mucillagini, flavonoidi e triterpeni, sono tradizionalmente impiegati per il benessere di pelle e mucose, per il microcircolo e come supporto naturale all’equilibrio del ciclo mestruale, per uso interno ed esterno.

FAMIGLIA

Asteraceae (già Compositae)


LA PIANTA E LA STORIA

La Calendula è una pianta erbacea annuale o biennale, molto rustica, diffusa in tutta l’area mediterranea e nelle zone temperate. Cresce facilmente in terreni ben drenati e soleggiati, spontanea ai margini dei campi o coltivata come ornamentale e officinale.

L’infiorescenza giallo-arancione, formata da capolini vistosi, fiorisce per gran parte dell’estate e dell’autunno. In epoca romana la Calendula era già nota e impiegata in cucina come sostituto economico dello zafferano, cui conferiva colore dorato e aroma caratteristico.

Dal Medioevo in poi viene sempre più apprezzata per le sue virtù medicinali. Santa Ildegarda la consigliava per disturbi intestinali ed epatici, punture di insetto e morsi di serpenti. Mattioli la menziona per l’azione favorevole sul flusso mestruale. La capacità dei fiori di aprirsi e chiudersi in relazione all’umidità dell’aria ha alimentato credenze popolari, trasformandoli in veri e propri “barometri” naturali.

I fiori freschi sono commestibili e possono essere aggiunti a minestre, insalate e dolci, cui donano colore e un aroma che richiama lo zafferano; da qui il nome popolare di “zafferano dei poveri”.


PARTI UTILIZZATE

Sommità fiorite (capolini) fresche o essiccate.


PRINCIPI ATTIVI

Le sommità fiorite contengono un fitocomplesso particolarmente ricco:

  • olio essenziale

  • principi amari e resine

  • acidi grassi e acido salicilico

  • saponine triterpeniche

  • carotenoidi (inclusa la calendulina)

  • triterpeni pentaciclici

  • flavonoidi

  • polisaccaridi a potenziale attività immunomodulante

  • fitosteroli

  • mucillagini

La combinazione di carotenoidi, triterpeni, flavonoidi e mucillagini spiega le marcate proprietà lenitive, cicatrizzanti e disarrossanti della Calendula su pelle e mucose.


PROPRIETÀ

(secondo la tradizione erboristica e la letteratura fitoterapica)

  • vulnerarie (favoriscono i processi di riparazione tessutale)

  • antinfiammatorie e lenitive su pelle e mucose

  • emollienti, idratanti e decongestionanti

  • antispasmodiche lievi

  • antisettiche e leggermente sudorifere

  • a supporto del microcircolo superficiale


INDICAZIONI PRINCIPALI

Le indicazioni riportate si riferiscono all’impiego tradizionale della Calendula.

Per uso interno:

  • supporto in caso di dispepsie di origine biliare e lentezza digestiva con componente congestizia

  • coadiuvante in ulcere gastriche e duodenali nell’ambito di protocolli specifici

  • disturbi del ciclo mestruale (dismenorree, amenorree lievi), in particolare quando è presente componente funzionale

  • leucorrea e candidosi come parte di protocolli integrati

  • situazioni di fragilità del microcircolo e congestione pelvica secondo tradizione erboristica

Per uso esterno:

  • vaginiti, vulviti e irritazioni intime in soluzioni e lavande formulate ad hoc

  • dermatiti, eritemi, arrossamenti cutanei, eczemi e screpolature

  • piccole ferite superficiali, abrasioni, escoriazioni

  • pelle sensibile, secca o facilmente reattiva (creme, unguenti, oleoliti)

L’olio di Calendula si ottiene per macerazione dei capolini in olio vegetale (tradizionalmente olio d’oliva) per alcune settimane in contenitori di vetro protetti dalla luce; il prodotto finale è noto per l’efficacia su scottature, secchezza cutanea e dermatiti di varia natura.


MODALITÀ D’USO E DOSI CONSIGLIATE

Le dosi sono indicative e si riferiscono a soggetti adulti in buono stato di salute.

Infuso di sommità fiorite

  • 1 cucchiaio di sommità fiorite per tazza di acqua calda.

  • Infusione 5–8 minuti, filtrare.

  • Da 1 a 2 tazze al giorno, lontano dai pasti oppure dopo i pasti a seconda dell’obiettivo (digestivo o emmenagogo).

Tintura Madre di Calendula

  • 30–40 gocce 2–3 volte al giorno, diluite in poca acqua.

  • Tradizionalmente impiegata anche come supporto all’equilibrio del ciclo mestruale e come coadiuvante nei disturbi digestivi con componente congestizia.

Uso esterno

  • soluzioni o decotti diluiti, generalmente fino a una concentrazione del 20% in acqua sterile o idonea all’uso topico;

  • creme, unguenti e oleoliti di Calendula da applicare 1–3 volte al giorno sulle aree interessate, secondo indicazione.


ASSOCIAZIONI CONSIGLIATE

Nei disturbi della menopausa

  • Luppolo, Salvia, Trifoglio rosso, Passiflora

Nelle gastriti e irritazioni gastriche funzionali

  • Malva, Lavanda, Liquirizia

Per uso topico su pelle sensibile e irritata

  • Calendula in associazione a Malva, Camomilla, Iperico, Karité in basi emollienti e dermoaffini.


FLORITERAPICO (CALENDULA – FIORI CALIFORNIANI)

Appartiene ai floriterapici californiani ed è il rimedio per l’incomprensione. Caratteristica dei soggetti Calendula è la superficialità, l’incapacità di prestare la giusta attenzione, l’incapacità a stabilire rapporti profondi. L’incapacità di esprimersi in modo corretto e sciolto in presenza di pubblico; rimedio utile per l’impoverimento del linguaggio dovuto all’abitudine sempre più frequente di comunicare attraverso l’informatica, con conseguente impoverimento del linguaggio. Il fiore aiuta a mettersi in contatto più profondo con gli altri, in ascolto, e ad esprimersi con dolcezza e cordialità ed avere una maggiore coscienza del potere della parola.


AVVERTENZE

  • In caso di allergia nota alle Asteraceae (Compositae) si raccomanda di evitare l’uso di Calendula, soprattutto per applicazioni su ampie superfici cutanee o mucose.

  • L’impiego interno in gravidanza va valutato con il medico o il professionista di riferimento, in quanto la tradizione erboristica riconosce alla pianta una possibile azione emmenagoga.

  • Per uso esterno su lesioni estese, ferite profonde o cute gravemente compromessa è opportuno rivolgersi al medico prima di applicare preparati a base di Calendula.

  • In presenza di terapie farmacologiche in corso, patologie croniche o in età pediatrica, i dosaggi e le modalità d’uso vanno sempre personalizzati con il supporto di un professionista competente.


Nota bene

Le informazioni riportate in questa scheda hanno unicamente finalità culturale, di tipo botanico, storico o salutistico; esse prendono origine dalla bibliografia sotto indicata e fanno riferimento agli usi tradizionali erboristici o a ricerche empiriche, non a studi scientificamente dimostrati di carattere medico.
Non esiste garanzia di riscontro tra le informazioni sull'ingrediente riportate in questa scheda e le reali attività esplicate sull'organismo umano dall'ingrediente stesso nonché dagli eventuali preparati contenenti tale ingrediente.
Le piante, i prodotti erboristici e gli integratori alimentari non sono medicinali ne prodotti curativi e pertanto non v'è dimostrazione scientifica riconosciuta di loro eventuali proprietà terapeutiche o della loro capacità di cura delle malattie umane.
Le informazioni qui riportate non devono servire per assumere decisioni in merito al proprio stato di salute o ad eventuali terapie mediche, ed in nessun caso sono da intendersi come sostitutive a cure mediche o all'assunzione di farmaci.
Gli integratori non sostituiscono in nessun caso una dieta equilibrata ed uno stile di vita sano e controllato.
In caso di disturbi, patologie o allergie consultate sempre il vostro medico curante.
*Le informazioni riportate fanno riferimento alla letteratura erboristica la cui bibliografia è visibile al seguente link

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