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Cenni su raccolta e preparazione piante officinali

Le principali modalità di impiego delle piante officinali spaziano dalla tisana alle tinture madri, dagli estratti secchi ai succhi di pianta fresca.

Le principali modalità di impiego delle piante officinali spaziano dalla tisana alle tinture madri, dagli estratti secchi ai succhi di pianta fresca.

In fitoterapia è essenziale conoscere quali parti della pianta impiegare, in quale momento effettuare la raccolta e secondo quali criteri procedere a una corretta conservazione

Se la tradizione erboristica ha tramandato queste conoscenze nel corso dei secoli, la ricerca scientifica moderna ne ha chiarito i fondamenti, confermandone molti aspetti e ampliandoli con nuove evidenze. 

I prodotti utilizzati in erboristeria — includendo anche argille, derivati dell’alveare e altre sostanze naturali — presentano modalità d’impiego differenti in base alla parte vegetale scelta, al principio attivo da estrarre e all’ambito di utilizzo. 

Alcune droghe possono essere usate fresche, sotto forma di succhi o polpe vegetali; l’impiego in forma secca comprende invece infusi e decotti di erbe singole oppure miscele di più piante officinali, le cosiddette tisane composte. 

Tra le principali tecniche di estrazione dei principi attivi rientrano le preparazioni liquide, come oli essenziali, estratti idroalcolici (o tinture madri), gemmoderivati, macerazioni in olio (oleoliti) e le più tradizionali macerazioni in vino (enoliti) o in aceto, oltre alle forme secche o molli destinate alla preparazione di opercoli e compresse

Per l’uso esterno si ricorre invece a bagni, semicupi, clisteri e lavande, ottenuti da infusi o decotti, oltre a impacchi, impiastri, lozioni, unguenti, fomenti e suffumigi.

raccolta piante officinali come si fa

Calendario della raccolta delle piante officinali

Calendario di raccolta delle piante officinali con indicazioni su tempo balsamico, periodo ideale per foglie, fiori, erbe, semi e radici e corrette modalità di essiccazione. Una guida pratica per preservare qualità, principi attivi e integrità del fitocomplesso, dalla raccolta alla conservazione.
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Cataplasmi

I cataplasmi sono preparazioni tradizionali per uso esterno, a base di piante fresche o farine vegetali applicate localmente. Pur essendo oggi meno utilizzati, rappresentano un rimedio efficace in caso di tensioni muscolari, dolori articolari, congestioni e infiammazioni superficiali, grazie all’azione combinata di calore, umidità e principi attivi vegetali.
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Decotto

Il decotto è una preparazione fitoterapica ottenuta facendo bollire in acqua le parti più coriacee della pianta (radici, cortecce, rizomi, semi). Il calore prolungato facilita l’estrazione dei principi attivi. Si distingue dall’infuso per tempi e temperatura. Può essere bevuto caldo o freddo e, a fine cottura, può essere completato con piante delicate da infuso.
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Infuso

L’infuso è la preparazione più indicata per foglie e fiori, ottenuta versando acqua calda sulla pianta senza bollitura prolungata. È adatto sia all’uso interno sia esterno (lavaggi, impacchi). I tempi di infusione variano in base alla droga: le aromatiche richiedono pochi minuti, mentre infusioni più lunghe modificano l’azione estrattiva e funzionale.
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Le Tinture o Macerati idroalcolici

Le tinture (tinture idroalcoliche) sono estratti liquidi ottenuti dalla macerazione della pianta in alcool, utili per concentrare e conservare i principi attivi. Il grado alcolico varia in base al tessuto: più basso per fiori e foglie, più alto per radici e foglie coriacee. Si assumono in gocce, diluite in poca acqua.
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Oleoliti

Gli oleoliti sono estratti oleosi ottenuti macerando piante officinali in un olio vegetale. Sono destinati principalmente all’uso esterno e permettono di estrarre sostanze liposolubili utili per la pelle e i tessuti superficiali. Si preparano con pianta fresca o secca e si conservano in vetro scuro al riparo da luce e calore.
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Sciroppi

Gli sciroppi erboristici sono preparazioni dolci e funzionali, ottenute unendo infusi o decotti a miele o zucchero non raffinato. Il dolcificante agisce anche da conservante e rende la formula più adatta all’assunzione regolare. Si possono preparare anche sciroppi con tinture, dosando correttamente e imbottigliando in vetro scuro.
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Unguenti

Gli unguenti a base di oleolito e burro di karité sono preparazioni semisolide per uso esterno, indicate per applicazioni mirate e prolungate. La base grassa veicola principi attivi liposolubili e può essere arricchita con oli essenziali correttamente diluiti. Esempi: unguento al cipresso per microcircolazione cutanea, balsamico per massaggi in raffreddamento, arnica per muscoli e articolazioni.