Araliaceae
Panax ginseng C.A. Meyer
Il Ginseng è una pianta erbacea perenne originaria della Cina nord-orientale, della Corea e di alcune regioni della Siberia orientale. Cresce spontaneamente nei boschi montani, prediligendo ambienti freschi e ombreggiati.
La parte utilizzata è la radice, che richiede generalmente dai quattro ai sei anni di crescita per raggiungere la piena maturazione e sviluppare il proprio patrimonio di principi attivi.
In cinese il nome Ren Shen (spesso trascritto in passato come Jin Chen) significa "radice dell'uomo", per il caratteristico aspetto antropomorfo della radice, che ricorda la forma di un piccolo essere umano con tronco e arti.
Da questa straordinaria reputazione deriva anche il nome botanico Panax, dal greco Panakeia, figlia di Asclepio e dea capace di guarire tutti i mali.
Il Ginseng occupa un posto di assoluto rilievo nella Medicina Tradizionale Cinese da oltre duemila anni. Per lungo tempo il suo impiego fu riservato agli imperatori, alle famiglie reali e agli alti dignitari dell'Impero, tanto che alcune varietà di Ginseng selvatico raggiungevano un valore superiore a quello dell'oro.
La raccolta della radice era spesso accompagnata da rituali e pratiche cerimoniali, poiché si riteneva che la pianta possedesse una particolare energia vitale.
Secondo la tradizione orientale il Ginseng è un grande tonico del Qi, l'energia vitale dell'organismo, e viene utilizzato per sostenere forza, resistenza, lucidità mentale e capacità di adattamento.
Ancora oggi il Ginseng rappresenta una delle piante simbolo della fitoterapia mondiale e una delle droghe vegetali più studiate in ambito scientifico.
Radice
La moderna fitoterapia utilizza prevalentemente estratti secchi standardizzati in ginsenosidi, generalmente titolati tra il 5% e il 7%, al fine di garantire una concentrazione costante dei principi attivi.
Il Ginseng rappresenta uno dei principali esempi di pianta adattogena.
Le piante adattogene sono caratterizzate dalla capacità di sostenere l'organismo nella risposta agli stress di diversa natura — fisici, emotivi, ambientali e mentali — contribuendo al mantenimento dell'equilibrio fisiologico.
L'azione del Ginseng non si limita a un singolo organo o apparato, ma interessa l'intero organismo. Secondo la tradizione e le moderne interpretazioni fitoterapiche, la sua azione elettiva si esplica soprattutto a livello dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, contribuendo al mantenimento dell'energia, della capacità di adattamento e della resistenza alla fatica.
Il Ginseng viene tradizionalmente utilizzato nei periodi caratterizzati da:
La sua azione tonica e adattogena lo rende particolarmente apprezzato nei soggetti che necessitano di un sostegno globale della performance fisica e cognitiva.
Per uso interno:
PANAX GINSENG Estratto Molle (forma tradizionale)
1 palettina di estratto diluita in acqua, preferibilmente al mattino.
PANAX GINSENG Estratto Secco
Estratto standardizzato al 7% in ginsenosidi, da 1 a 3 compresse al giorno, preferibilmente entro il primo pomeriggio.
Tintura Madre di GINSENG
20 gocce diluite in poca acqua o altra bevanda, da 1 a 3 volte al giorno.
Per ottenere i migliori risultati, la tradizione erboristica consiglia cicli di assunzione di 1-3 mesi, eventualmente intervallati da periodi di sospensione.
Per stanchezza e affaticamento psicofisico: Eleuterococco, Pappa Reale, Polline.
Per concentrazione e memoria: Ginkgo biloba, Bacopa, Rhodiola.
Per sostegno delle difese dell’organismo: Astragalo, Echinacea, Reishi.
Per attività sportiva e recupero energetico: Maca, Cordyceps, Pappa Reale.
Dosaggi eccessivi possono talvolta provocare:
Si sconsiglia l'utilizzo in:
Si consiglia cautela nei soggetti particolarmente sensibili agli stimolanti.
Il Ginseng selvatico era talmente prezioso che, nella Cina imperiale, il suo ritrovamento poteva cambiare la vita di un'intera famiglia. Alcune radici particolarmente vecchie e antropomorfe venivano custodite come veri e propri tesori.
In Corea il Ginseng Rosso Coreano viene ottenuto attraverso un particolare processo di cottura a vapore e successiva essiccazione che modifica il profilo dei ginsenosidi e ne aumenta la stabilità.
La forma umanoide della radice contribuì alla sua fama già nell'antichità: secondo la Dottrina delle Signature, una radice che ricorda il corpo umano non poteva che essere una pianta destinata al benessere dell'intero organismo.