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Cardo mariano ( Silybum marianum L. )

Il Cardo mariano (Silybum marianum) è una pianta officinale tradizionalmente impiegata per sostenere fegato e vie biliari. I semi, ricchi di silimarina, esercitano attività epatoprotettiva, depurativa e antiossidante; foglie e radici completano l’azione digestiva e colagoga.

Il Cardo mariano (Silybum marianum) è una pianta officinale tradizionalmente impiegata per sostenere fegato e vie biliari. I semi, ricchi di silimarina, esercitano attività epatoprotettiva, depurativa e antiossidante; foglie e radici completano l’azione digestiva e colagoga.

FAMIGLIA

Asteraceae (già Compositae)


LA PIANTA E LA STORIA

Il Cardo mariano è anche noto come carciofo selvatico o cardo della Madonna. Secondo la leggenda, le tipiche macchie bianche sulle foglie ricorderebbero gocce di latte della Vergine, che avrebbe protetto il Bambino nascondendolo sotto la pianta: da qui l’associazione tradizionale con le sue proprietà galattogene.

Già Plinio il Vecchio descriveva il succo di foglie e fusto, mescolato al miele, come rimedio per stimolare il flusso biliare. Nel Medioevo il cardo mariano veniva indicato come pianta epatoprotettrice e colagoga; Mattioli ne esaltava l’azione dei semi sul fegato e sulla diuresi, mentre altre fonti storiche lo citano per “dolori di fegato” e stati di intossicazione.

Tipico delle regioni mediterranee e dell’Asia occidentale, cresce nei terreni incolti e soleggiati, soprattutto nell’Italia centrale e meridionale e nelle isole, dal livello del mare fino alla fascia submontana. Si è diffuso anche in altre zone d’Europa fino alle regioni danesi.

La pianta è erbacea biennale, robusta, alta da 30 cm a oltre 1,5 m, con:

  • grandi foglie lucide, verde intenso, marezzate di bianco, bordate da spine

  • fiori porpora-violacei in grandi capolini emisferici, circondati da brattee spinose

  • radice fittonante, spessa, dal sapore che ricorda il carciofo


PARTI UTILIZZATE

  • foglie

  • frutti/semi (acheni)


PRINCIPI ATTIVI

Foglie

  • principio amaro (talvolta indicato come “anicina”)

  • flavonoidi vari

  • componenti amaricanti e colagoghi

Semi (frutti)

  • complesso di flavonolignani noto come silimarina, costituito principalmente da:

    • silibina (o silybin)

    • silicristina

    • silidianina

  • tiamina

  • precursori dell’istamina

  • acido fumarico

  • olio fisso (20–30% circa) ricco in:

    • acido linoleico (~60%)

    • acido oleico (~30%)

    • acido palmitico (~9%)

  • ulteriori flavonoidi e fitosteroli

La silimarina è considerata il principale complesso attivo per l’azione epatoprotettiva, antiossidante, stabilizzante di membrana e di sostegno alla rigenerazione degli epatociti.


PROPRIETÀ

Foglie

  • toniche e aperitive

  • digestive

  • depurative

  • colagoghe (favoriscono lo svuotamento della colecisti)

  • lievemente lassative

  • stimolanti gastriche

Semi

  • epatoprotettivi e antiepatotossici

  • colagoghi e coleretici (sostegno alla produzione e al deflusso della bile)

  • azione antinecrotica sugli epatociti

  • attività lipotropa (supporto nel metabolismo dei grassi epatici)

  • azione di sostegno al tono vascolare e alla pressione arteriosa bassa

  • galattogeni secondo tradizione popolare

  • blanda azione spasmolitica sulle vie biliari e digestive

Organotropismo: fegato e vie biliari.


INDICAZIONI PRINCIPALI

Le indicazioni si riferiscono all’uso tradizionale del Cardo mariano.

Foglie – per uso interno

  • dispepsia con senso di peso e lentezza digestiva

  • insufficienza epatica lieve o funzionale

  • litiasi biliare non complicata e congestione biliare (nell’ambito di protocolli specifici)

  • stipsi associata a digestione lenta e “pienezza” post-prandiale

Semi – per uso interno

  • supporto in caso di insufficienza epatica di varia origine

  • epatiti acute e croniche su base infettiva o tossica, in associazione ai trattamenti convenzionali

  • epatopatie e steatosi epatica (fegato grasso), soprattutto in presenza di alimentazione squilibrata e sovrappeso

  • ipotensione arteriosa e tendenza a pressione bassa (secondo tradizione)

In ambito moderno, gli estratti standardizzati in silimarina sono impiegati come coadiuvanti per:

  • protezione del fegato in caso di esposizione a farmaci epatolesivi, alcol, dismetabolismi

  • sostegno dei processi di detossificazione epatica e del metabolismo lipidico


MODALITÀ D’USO E DOSI CONSIGLIATE

Le dosi sono indicative e riferite all’adulto; la personalizzazione va affidata al professionista.

Foglie essiccate per infuso

  • 1 cucchiaio di foglie per una tazza di acqua

  • infusione 10 minuti, filtrare

  • 1–2 tazze al giorno, dopo i pasti principali

Semi (frutti) – decotto

  • 1 cucchiaino di semi per circa 400 ml di acqua

  • per migliorare l’estrazione della silimarina si consiglia di lasciare i semi in ammollo una notte e successivamente far bollire il tutto per 15 minuti

  • gusto amarognolo, eventualmente correggibile aggiungendo negli ultimi 5 minuti di bollitura un pizzico di semi di finocchio e radice di liquirizia

  • suddividere il decotto nell’arco della giornata, preferibilmente ai pasti

Tintura Madre di Cardo mariano

  • indicazione generale: 25 gocce diluite in poca acqua, ai 3 pasti principali

Estratto secco di Cardo mariano standardizzato in silimarina (circa 70%)

  • dosaggio indicativo: 200–400 mg al giorno, suddivisi in 1–2 somministrazioni, preferibilmente ai pasti

Per condizioni epatiche già diagnosticate, schema e dosaggio vanno sempre condivisi con il medico.


ASSOCIAZIONI CONSIGLIATE

  • Per insufficienza epatica e digestione lenta

    • con Tarassaco, Liquirizia, Finocchio

  • Per ipotensione arteriosa e astenia da ipotensione

    • con Rosmarino e Salvia, secondo protocolli specifici

  • Per supporto globale “depurativo” di fegato e vie biliari

    • Cardo mariano in associazione a Curcuma, Carciofo, Boldo in formule studiate ad hoc


USO IN CUCINA

Nelle tradizioni rurali il Cardo mariano è noto anche per uso alimentare.

  • foglie giovani, private delle spine, consumate crude in insalata

  • radici e capolini lessati con altri ortaggi

  • piccioli e nervature principali delle foglie cotti come si fa con il cavolo

  • getti primaverili utilizzati come verdura, dal sapore intenso

  • radici impiegate in sughi e preparazioni dolciarie tradizionali

La pianta intera tritata può essere destinata al bestiame, mentre gli uccelli gradiscono i semi.

AVVERTENZE

Il cardo mariano è generalmente ben tollerato. In caso di precedente reazione avversa specifica al cardo mariano o ad altre piante della stessa famiglia è comunque prudente introdurlo in quantità ridotte e monitorare la tollerabilità, soprattutto con estratti concentrati.

In presenza di disturbi epatici già diagnosticati, uso continuativo di farmaci o altre condizioni croniche, è consigliabile valutare scelta del prodotto, dosi e durata insieme a un professionista della salute competente in fitoterapia, evitando il “fai da te” con dosaggi elevati.

In gravidanza, allattamento e in età pediatrica è preferibile orientarsi su prodotti e dosaggi specifici, concordati con un professionista, mentre l’uso alimentare tradizionale della pianta può rientrare, se ben tollerato, in un regime dietetico equilibrato.

Nota bene

Le informazioni riportate in questa scheda hanno unicamente finalità culturale, di tipo botanico, storico o salutistico; esse prendono origine dalla bibliografia sotto indicata e fanno riferimento agli usi tradizionali erboristici o a ricerche empiriche, non a studi scientificamente dimostrati di carattere medico.
Non esiste garanzia di riscontro tra le informazioni sull'ingrediente riportate in questa scheda e le reali attività esplicate sull'organismo umano dall'ingrediente stesso nonché dagli eventuali preparati contenenti tale ingrediente.
Le piante, i prodotti erboristici e gli integratori alimentari non sono medicinali ne prodotti curativi e pertanto non v'è dimostrazione scientifica riconosciuta di loro eventuali proprietà terapeutiche o della loro capacità di cura delle malattie umane.
Le informazioni qui riportate non devono servire per assumere decisioni in merito al proprio stato di salute o ad eventuali terapie mediche, ed in nessun caso sono da intendersi come sostitutive a cure mediche o all'assunzione di farmaci.
Gli integratori non sostituiscono in nessun caso una dieta equilibrata ed uno stile di vita sano e controllato.
In caso di disturbi, patologie o allergie consultate sempre il vostro medico curante.
*Le informazioni riportate fanno riferimento alla letteratura erboristica la cui bibliografia è visibile al seguente link

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