Asteraceae
Artemisia absinthium L.
Artemisia absinthium L. è una specie perenne dotata di rizoma legnoso ramificato da cui si sviluppano foglie basali in rosetta e fusti eretti, solcati e ramificati nella parte superiore, che possono raggiungere anche 1,5–2 metri di altezza. Le foglie sono alterne, profondamente incise, di colore verde-grigiastro per la presenza di una fine tomentosità; i capolini, riuniti in pannocchie allungate, presentano piccoli fiori giallastri.
Predilige terreni incolti, aridi o rocciosi ed è diffusa dalla fascia marittima fino a circa 2000 metri di altitudine. Storicamente nota per l’impiego in liquoreria, è uno degli ingredienti caratterizzanti del vermouth e del tradizionale liquore all’assenzio, celebre nella cultura europea tra XIX e inizio XX secolo.
Sommità fiorite
Lattoni sesquiterpenici (tra cui absintina)
Olio essenziale (contenente tujone, tujolo e altri monoterpeni)
Flavonoidi
Sostanze amare
Resine e acidi organici
(secondo l’uso tradizionale erboristico)
Amaro-toniche
Digestive
Stimolanti dell’appetito
Corroboranti
Le indicazioni che seguono si riferiscono all’impiego tradizionale di Artemisia absinthium L.
Sensazione di pesantezza dopo il pasto
Digestione lenta
Meteorismo associato a ridotta funzione digestiva
Inappetenza
(uso tradizionale in soggetti adulti in buono stato di salute)
Infuso: 1 cucchiaino di sommità fiorite in una tazza di acqua calda, lasciare in infusione 5–8 minuti; assumere 1–2 tazze al giorno, preferibilmente prima dei pasti per stimolare l’appetito o dopo i pasti come supporto digestivo.
Estratto idroalcolico o tintura madre: generalmente 20 gocce diluite in poca acqua, prima o dopo i pasti secondo finalità tradizionale d’uso.
La presenza di tujone, componente dell’olio essenziale con attività neurostimolante, richiede il rispetto delle dosi tradizionalmente indicate.
L’uso è sconsigliato in gravidanza e allattamento, nei bambini e nei soggetti con epilessia o patologie neurologiche. Evitare in caso di gastrite, ulcera o infiammazioni gastrointestinali. Possibili interazioni con farmaci neuroattivi o antiepilettici.
Non utilizzare per periodi prolungati senza il parere di un professionista qualificato.
L’Assenzio romano è una pianta officinale tradizionalmente impiegata come tonico-amaro per sostenere l’appetito e la funzione digestiva. Le sue sommità fiorite racchiudono lattoni sesquiterpenici e olio essenziale responsabili del caratteristico sapore amaro-aromatico. L’utilizzo richiede prudenza per la presenza di tujone, rendendo fondamentale il rispetto delle modalità tradizionali d’impiego.