Asteraceae (Compositae)
Achillea millefolium L.
L’Achillea è una pianta erbacea perenne, alta in genere 30–70 cm, con foglie profondamente frastagliate (“mille foglie”) e infiorescenze a corimbo formate da piccoli capolini bianchi o rosati.
In Italia cresce spontanea soprattutto nelle zone subalpine, dal Piemonte al Friuli, a medie e basse altitudini; è diffusa anche in gran parte dell’Europa, in Asia, in Nord America e in Australia.
La droga si ottiene dalle sommità fiorite raccolte all’inizio della fioritura (maggio–giugno), particolarmente ricche in olio essenziale dal caratteristico odore aromatico e leggermente canforato. L’Achillea è tradizionalmente utilizzata anche come componente pregiato in liquori amari, aperitivi e digestivi.
Il nome ricorda l’eroe greco Achille, che secondo la tradizione avrebbe impiegato questa pianta per favorire la cicatrizzazione delle ferite di guerra.
Sommità fiorite.
Olio essenziale
Monoterpeni: pinene, 1,8–cineolo
Sesquiterpeni: cariofillene e altri
Azuleni (camazulene e derivati), responsabili in parte dell’azione lenitiva
Flavonoidi
Tannini
Mucillagini
Altri composti amari e principi ad azione spasmolitica.
La combinazione di olio essenziale, flavonoidi e tannini conferisce all’Achillea il suo profilo funzionale tipico.
(secondo l’uso tradizionale erboristico)
Antispastica (vie digestive e uterine)
Eupeptica e delicatamente coleretica
Astringente e lenitiva sulle mucose
Emmenagoga (sostegno alla regolarità del ciclo mestruale)
Sedativa lieve di tipo vegetativo
Le indicazioni che seguono si riferiscono all’impiego tradizionale dell’Achillea.
Apparato digerente
Spasmi e tensione delle vie digestive, meteorismo, senso di pesantezza post-prandiale.
Preparazioni a base di Achillea sono utilizzate come coadiuvanti per favorire la secrezione gastrica e la digestione, in particolare in formule amare.
Sfera femminile
Tradizionalmente impiegata nella dismenorrea (mestruazioni dolorose) e nei cicli irregolari come pianta “regolatrice” con azione antispastica uterina.
Utilizzabile in sinergia con altre piante dedicate al benessere ormonale e del microcircolo pelvico.
Sistema epato-biliare
Grazie all’azione eupeptica e coleretica, le sommità fiorite di Achillea rientrano in tisane e miscele digestive rivolte al benessere della funzione biliare.
Uso esterno (tradizione erboristica)
Impacchi o semicupio con infuso concentrato di Achillea vengono utilizzati come coadiuvanti in caso di emorroidi e piccoli sanguinamenti superficiali, grazie all’azione astringente ed emostatica leggera.
Applicazioni locali su cute delicata o facilmente arrossabile, inserita in lozioni o tonici lenitivi.
(uso tradizionale in soggetti adulti in buono stato di salute)
Pianta secca (infuso)
1 cucchiaio di sommità fiorite per una tazza di acqua.
Lasciare in infusione 5–8 minuti, quindi filtrare.
Da 1 a 2 tazze al giorno, preferibilmente:
prima dei pasti come aperitivo amaro,
dopo i pasti come digestivo.
Estratto idroalcolico / Tintura Madre
20 gocce diluite in poca acqua o altra bevanda, prima dei pasti principali se utilizzata come aperitivo digestivo.
20–40 gocce, 2–3 volte al giorno, in particolare in prossimità del ciclo mestruale, secondo indicazione del professionista.
Le dosi possono variare in base alla titolazione del prodotto e alle indicazioni del produttore.
Come antispastico gastrico e uterino
Tiglio (Tilia spp.)
Camomilla (Matricaria chamomilla)
Valeriana (Valeriana officinalis)
Per il benessere della menopausa e del tono dell’umore
Luppolo (Humulus lupulus), in formulazioni dedicate alla donna matura.
Le associazioni vanno sempre valutate in base al quadro individuale e all’eventuale presenza di terapie farmacologiche.
L’Achillea appartiene alla famiglia delle Asteraceae: in caso di allergia nota ad altre Composite (es. camomilla, arnica, tarassaco) è opportuno evitare l’uso o effettuare una prova di tollerabilità.
L’uso è in genere sconsigliato in gravidanza, per la tradizionale azione emmenagoga.
In caso di terapie anticoagulanti o antiaggreganti, è prudente consultare il medico prima dell’impiego regolare.
Non superare le dosi consigliate e non utilizzare a lungo senza il parere del professionista sanitario.